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Caccia ai talenti del futuro: a Maranello nasce l’Accademia Ferrari

Il 28 gennaio non è nata solo la F10: è nata anche la Drivers Academy di Maranello, il programma che si occuperà di scovare e formare le nuove promesse. Per la Ferrari – che meno di 2 anni fa riempiva con Bertolini le ore di test riservate ai debuttanti - l’Accademia è una novità assoluta, in netto ritardo rispetto a quanto hanno fatto per stagioni intere quasi tutti gli altri team.

Il fatto singolare è che la svolta arriva proprio mentre gli avversari si muovono in direzione esattamente opposta: il programma giovani della Renault è chiuso, quello della Red Bull si è ridimensionato, quello della Toyota è svanito insieme con la squadra.

Montezemolo ha voluto che a capo del progetto ci fosse Luca Baldisserri, che da aprile del 2009 non ha più responsabilità dirette nella Gestione Sportiva. È proprio “Baldo” a illustrare il programma alla stampa: “Al momento abbiamo 12 giovani piloti convocati, poi faremo un’ulteriore selezione”.

In realtà l’unico ad avere la certezza di un futuro a Maranello è Jules Bianchi, perché a Jerez ha già provato la rossa e perché grazie a Nicolas Todt ha un contratto pluriennale che può portarlo a prendere il posto di Badoer.

Gli altri candidati verranno scelti un po’ per volta: “Si inizia dai kart, per continuare su altre formule come la Abarth, la Formula 3, la GP3 per poi muoversi anche su Formula 2, GP2 e World Series”.

E il metodo di selezione si avvale di osservatori prestigiosi. Per esempio Gian Carlo Minardi, che i talenti non se li è mai fatti scappare e che nel 2001, prima ancora di Briatore, bloccò Fernando Alonso a Faenza.

Ma chi entra nell’Accademia Ferrari non viene soltanto addestrato sotto il profilo tecnico: “È fondamentale – prosegue Baldisserri – che oltre a guidare, i piloti imparino pure a parlare con gli sponsor, con la stampa, e sappiano le lingue. Ci saranno 5 stage durante l’anno a Fiorano, al Mugello e a Vallelunga”.

Il programma dura 5 o 6 anni, ma la Ferrari può interromperlo in qualsiasi momento, perché di anno in anno si riserva un’opzione per la stagione successiva. E non esistono esami di riparazione.

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